Traumi dentali 02 - Studio Dentistico Caterina Comin Chiaramonti a Dentista Verona

I traumi dentali

I traumi dentali

Una parte importante delle patologie a carico della dentatura decidua (denti da latte) e permanente è rappresentata dai traumi, e i professionisti che lavorano nello studio, che si occupa di tutte le problematiche relative alla bocca e ai denti, devono saper gestire al meglio anche questo tipo di evenienza.

A causa della frequenza degli incidenti stradali e all’aumento della pratica delle attività sportive (laddove non si faccia uso di paradenti), l’incidenza dei traumi mostra un indice statistico in netto aumento.
Ogni evento che causi un trauma alla bocca, proprio perché essa è una parte importantissima nella formazione psicofisica della persona, ha sempre conseguenze sia fisiche che psicologiche.

Il trauma causa inevitabilmente una situazione di ansia al soggetto interessato, determinata sia dal dolore che dalla consapevolezza progressiva del danno.
I genitori del piccolo paziente devono cercare di moderare la loro reazione emotiva, che invece che tranquillizzare il piccolo paziente, possono renderlo ancora più ansioso e pauroso verso le cure che possono essergli prestate.
Pertanto, sia per tranquillizzare i genitori che i pazienti, in studio sono a disposizione numerosi casi di traumi alla bocca e ai denti, curati e risolti con successo.

E’ fondamentale sapere che in caso di frattura o di avulsione del dente, il frammento o tutto il dente va conservato nel latte o nella saliva del paziente, per evitarne la disidratazione, fino all’arrivo in studio, che deve avvenire il prima possibile, per poter essere reincollato o reinserito in situ dal dentista specialista.

Poiché la casistica è molto varia e complessa cerchiamo di riassumere a sommi capi ciò che può succedere e ciò che si deve fare nel caso di traumi sia dei denti decidui sia nel caso dei denti permanenti.

Traumi a carico dei denti decidui (da latte)

Fratture coronali
Le fratture sono poco frequenti a livello degli incisivi decidui dal momento che la cedevolezza dell’osso alveolare favorisce le intrusioni o le lussazioni parziali o totali. Nell’eventualità che si verifichino, in assenza di lesioni pulpari sarà spesso sufficiente regolarizzare i bordi della frattura per evitare irritazioni o lesioni delle labbra e della lingua. Trascorso del tempo, valutata la vitalità della polpa, si potrà procedere alla ricostruzione.

In caso di sofferenza pulpare sarà lo stadio di riassorbimento della radice a far optare per una terapia pulpare o per un’estrazione.

Fratture radicolari
Per il motivo di cui sopra, le fratture radicolari sono rare nei decidui. In genere si possono riscontrare nella fase di stabilità del dente.

Si dovrà seguire radiologicamente l’evoluzione del riassorbimento fisiologico per intercettare una eventuale anchilosi ed intervenire con l’estrazione del frammento che potrebbe ostacolare l’eruzione del permanente.

Intrusione
Un’altra complicanza che si riscontra abitualmente a causa di un colpo diretto dal basso verso l’altro sul blocco degli incisivi superiori, che sono sempre i più esposti al trauma, è l’intrusione. Essa è particolarmente frequente nei bambini di età inferiore ai quattro anni per la ridotta consistenza dell’osso di sostegno del dente. In questo periodo della vita la diagnosi non è sempre facile perché nei casi più severi il dente può impossessarsi completamente nell’alveolo ponendo il problema della diagnosi differenziale con la lussazione completa del dente.

Solo una radiografia potrà sciogliere i dubbi. La terapia consisterà nell’astenersi da qualunque manovra e attendere il riposizionamento spontaneo del dente deciduo che nella maggior parte dei casi si visualizzerà nuovamente nell’arcata da 2 a 10 mesi dopo il trauma. Solo in caso di complicanze si effettuerà l’estrazione dell’elemento deciduo.

Traumi a carico dei denti permanenti

Fratture coronali
Il 60% delle lesioni ai denti permanenti è rappresentato dalle fratture coronali, e nella maggior parte dei casi, i denti colpiti sono gli incisivi centrali superiori. Nel caso di fratture coronali superficiali si provvederà immediatamente ad eliminare gli spigoli taglienti e poi si effettuerà la ricostruzione con materiali compositi o il reincollaggio del frammento.

Il frammento può essere reincollato soprattutto se viene conservato nel latte o nella saliva del paziente e immediatamente portato al dentista. Si dovrà in ogni caso effettuare test di vitalità periodici per un lungo periodo, ricordandosi che la perdita di vitalità può avvenire anche dopo un lungo periodo di tempo dal trauma.

Nel caso di fratture coronali complicate ci può essere una esposizione più o meno importante della polpa, che ne mette a rischio la vitalità. Si dovrà in questo caso valutare l’estensione dell’esposizione e il tempo trascorso dal trauma si effettueranno poi controlli periodici della vitalità pulpare. Si procederà quindi a ricostruire il dente mediante resine composite o previa devitalizzazione o incappucciamento diretto della polpa a seconda dei casi.

Avulsione
Nel caso di avulsione completa dell’elemento dentale permanente si effettuerà, ove possibile, il reimpianto dell’elemento. Per il successo dell’impianto sono importanti sia la condizione dell’alveolo, che dovrà presentarsi senza fratture, sia ovviamente il tempo intercorso dal trauma.

I vari autori che si sono interessati del problema hanno dimostrato che se il reimpianto viene eseguito entro le due ore dal trauma le possibilità di successo, con mantenimento della vitalità pulpare, sono molto alte e si evita il successivo riassorbimento radicolare. Addirittura il reimpianto effettuato entro i primi 30 minuti dal trauma presenterebbe una percentuale di successo del 90%.

La Dottoressa Caterina Comin Chiaramonti è una professionista esperta nell’ ambito dell’ odontoiatria protesica, che comprende faccette, ponti, corone, intarsi e riabilitazioni protesiche su impianti.
Nel suo studio di Verona si dedica alla risoluzione di casi riabilitativi dai più semplici a i più complessi.

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