Perché la mandibola a volte fa clic?

Cos’è il clic mandibolare?

Talvolta mentre si mastica si sente un clic della mandibola, accompagnato da altri disturbi, tutti a carico dell’articolazione temporo-mandibolare, articolazione che connette la mandibola al cranio e che, attraverso un meccanismo di “cerniera”, entra in azione ogni volta che si apre e si chiude la bocca per masticare, per deglutire  o per parlare.

Sia i clic, sia i blocchi, mentre si apre o si chiude la bocca, segnalano una sofferenza del sistema dell’articolazione, e in particolare una mancata coordinazione tra il disco articolare e l’articolazione stessa, che quindi  può determinare degli inciampi, avvertiti appunto come clic.

Le cause che possono determinare questi clic  sono numerose ma più spesso vengono chiamati in causa i problemi di malocclusione, cioè un cattivo combaciamento dell’arcata superiore rispetto a quella inferiore , oppure la perdita dei denti posteriori , che danno un importante appoggio delle arcate, oppure ancora un mal posizionamento dei denti stessi a cui si può associare spesso il bruxismo . Quest’ultimo  disturbo può comportare movimenti involontari della mandibola sull’arcata superiore, causati da una contrattura muscolare talvolta di origine emotiva, talvolta anche da temperature eccessivamente rigide.

Quando il clic  diventa cronico possono instaurarsi  dei fenomeni artrosici che possono portare addirittura alla rimodellamento del condilo, e che possono quindi  portare all’aumento del disturbo. Raramente e solo nel dislocamento cronico si può parlare di lassità ligamentosa o di lesione permanente del disco articolare, da usura o da rottura.

Chi cura i clic articolari?

Lo specialista di riferimento per i clic articolari può essere l’ortodontista , lo gnatologo  e sicuramente uno specialista in protesi dentaria, che ben conosce tutti i contatti fra le arcate e i vari movimenti di protrusione e lateralità della mandibola , rispetto all’arcata superiore.

Una attenta visita è necessaria per fare una precisa diagnosi e di conseguenza impostare una adeguata terapia. Eventuali esami di approfondimento  possono essere fatti successivamente a discrezione dello specialista e in base al tipo di problema.  L’esame strumentale migliore in questi casi è la risonanza magnetica statica e /o dinamica.

Quali sono i trattamenti?

A seconda del tipo di diagnosi fatta dallo specialista possono essere utilizzati sia terapie sintomatiche, come ad esempio farmaci miorilassanti , oppure il molaggio selettivo, atto a riequilibrare i contatti fra le arcate , oppure ancora al confezionamento di apparecchi in resina (placche neuromuscolari di svincolo / bite), oppure apparecchi dentari fissi, volti a risolvere in via definitiva la malocclusione.

La Dottoressa Caterina Comin Chiaramonti è una professionista esperta nell’ ambito dell’ odontoiatria protesica, che comprende faccette, ponti, corone, intarsi e riabilitazioni protesiche su impianti.
Nel suo studio di Verona si dedica alla risoluzione di casi riabilitativi dai più semplici a i più complessi.

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